25/10/2009, alle 23:57 circa

Il letto è stato adeguatamente cosparso di gommalacca e poi trattato con la cera d'api.

Son cose.

A volte rimango davvero inebetita dinanzi al cambiamento.
Che poi, di fatto, che cosa è cambiato?

Sempre più inebetita, sissì.


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27/08/2009, alle 21:16 circa

Non sono granché su.
No, per nulla.

Mi sento irritata, ferita, stupida, delusa, delusa da me, incespicante.
Mi fa male la schiena.
Mi sento come se le cose non potessero andare bene.
Mi sento come se le cose non andassero bene davvero.
Vorrei raggomitolarmi sul letto a frignaccolare, ma non sarebbe la prima volta in meno di una settimana.
E poi sono stanca di stare male.

Sento che le cose intorno a me stanno cambiando, ma non sono sicura che vadano nella migliore direzione possibile.
Mi sento fragile, come se ogni cosa fosse una minaccia alla mia libertà e alla mia tranquillità.
Eppure, quando non ho nulla da fare, non ho nemeno voglia di coccolarmi, o di coltivare un hobby.
Mi sento spaesata.
Forse sento l'arrivo dell'autunno e del freddo, e mi sto rendendo conto che i mesi caldi non sono durati un cavolo. E che comunque la fibromialgia non se n'è stata tranquilla in un angolino.
Anzi.
Speriamo che quest'inverno non peggiori.
Sono tesa, tesa e sfiduciata.
Mi sembra che non arriverò mai dove vorrei arrivare. Non che io sappia dove, ma per alcune (poche) cose so cosa voglio. Ci tengo. Cose davvero importanti, cose determinanti. Cose che, a perderle, va in merda tutto il resto.

No, non va bene. Non ci siamo ancora.
Mi sto chiudendo in un piccolo guscio vetroso. Il mio mondo sta collassando verso se stesso.
E poi ci sono tante cose che mi fanno ancora un male cane, che mi sferzano l'anima, che a pensarci mi lacerano in profondità.

Stasera dovrei solo finire di cucire. Così non ci penserei. Ma non ho voglia.
Sì, chiudersi in bagno, a leggere e pensare.

O a fare le parole crociate.


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11/07/2009, alle 22:38 circa

E' vero, io non fumo come Cbicp, quindi i miei pensieri dovrebbero avere il buon gusto di limitarsi ad essere sparsi.
Ah, comunque i Galletti hanno scoccodato.


Pensée #1
Come ha detto qualcuno, la casa sta venendo su lentamente ma inesorabilmente. Forse non sono così lontana dal poterci finalmente abitare. Ma la cosa interessante è che finalmente mi guardo attorno e mi sento davvero a casa mia. Non sempre, ma spesso.
Intanto guardatevela. Io lo faccio, e a volte a malapena mi rendo conto di quanto è stato fatto, di quanto ancora c'è da fare, di quanto davvero voglio andarci a vivere. Ufficialmente da sola, per il momento. Ma spesso in buona compagnia.



Pensée #2
Oggi riascoltavo un cd di Elio e le Storie Tese che mi lasciò Ninna... saranno quattro anni, ormai. Lo ascoltavo e ripensavo a quanto sono diverse le nostre vite da allora. I cambiamenti della sua sono sotto gli occhi di tutti... io stessa li ho seguiti un po' via blog e un po' in modo più personale, ma fino a oggi non mi ero resa conto di quanta acqua è davvero passata sotto i ponti. E ne è passata, davvero.
Anche per me, che dopotutto ancor oggi conduco una vita molto simile a quella di allora. Che c'è di diverso, oggettivamente? Mi sono laureata, vado a stare da me e... beh, non molto altro. Faccio sempre lavori bizzarri e sporadici, cazzeggio molto, mi faccio sempre domande senza risposta, sono una donnina impegnata. Eppure l'acqua è passata anche per me. Perché, sì, è vero, in confronto a Ninna me ne sto ancora ad osservare l'argine del fiume modello pesca del Giunti (1). Però è la mia testa che ha viaggiato senza di me. E forse, rispetto qualche anno fa, effettivamente è arrivata da qualche parte. (chissà 'ndò, però)

Pensée #2bis
Sì, belli i cambiamenti, bella la maturità, bella la vita, etc... però mi manca  un po' quel cazzeggio universitario degli ultimi due anni a Casciano, quando Ninna telefonava all'Orso dal divano letto scassato di quella casa gialla, e la sera della Festa in Collina grazie a lei parlai per la prima e unica volta con Trizompa via cellulare (era a Parigi, poi?  Non ricordo....) e poi mangiammo spaghetti con le briciole a un'ora incerta della notte... Pensare che adesso lei ha una bimba quasi grande... Spero non se la prenda, ma quei ricordi legati a lei sono il mio metro tutto personale per rendermi conto del tempo che - maledizione o seddiovole - passa.
Ma passa, eh, mica seghine.

Pensée #3
Che poi, alla fine, cos'è svegliarsi bene la mattina?
Un oceano di azzurro che ti travolge anche quando il cielo non collabora.
Lo sto rivalutando davvero, l'azzurro.
A volte è così intenso che ti buca da parte a parte.
Ci credereste? Mi commuovo.
Lo guardo e non posso fare a meno di sorridere.

Pensée #4
Non si vive di solo miele.

Pensée #5
Ecco, ora inizio a sparare cose a caso. Sarà il caso di darci un taglio? Sarà il caso. Cose. Caso. Case.

Pensée #6
Era l'ora che il Testi si diplomasse!!!

Pensée #7
Ma tanto sapete che c'è? Martedì io e Frank (che ha pure scritto un post dopo sette mesi! Un parto prematuro!) carichiamo la vespa e andiamo al mare in tenda fino a giovedì. Se piove vaffanculo, ci andiamo lo stesso. O tò. Poi vi faccio ave' du' foto...

(1) Trattasi del celebre detto aretino (?) "è la pesca del Giunti: acqua fino ai coglioni e pesci punti".


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07/07/2009, alle 22:28 circa

Non fateci caso.

Li odio, i lavori su a Monte Giovi. Gli idraulici se la prendono comoda e per la troppa sicurezza il falegname s'è affettato un piede. Lavori di due mesi si stanno trascinando da sette, e ancora io personalmente non ne vedo il fondo. Sono demoralizzata, mi sembra che non riuscirò mai a godermi quel posto. Ancora fatico a cercare di lasciarci la mia impronta. Mi tocca litigare con la mi'mamma perché ho venduto un lampadario che trovavo veramente fuori luogo. Mi faceva cacare, intendiamoci. Meno di altri lampadari là dentro, ma non era certo una cosa che avevo piacere a tenermi in casa.
E nemmen su queste cose ho pace. Ma fammi fare un po' il cazzo che mi pare almeno sulla scelta dell'arredamento, no?
E infatti attendo, mordendomi le labbra.

Ma non fateci caso. Stasera ho un serata no.
A volte nemmeno le cose belle ti risollevano il morale.

Ma domani andrà meglio.


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21/05/2009, alle 22:30 circa

E qui si chiude un ciclo.

Scusate, non ve la posso spiegare.
Sono un po' scombussolata.


E poi mi so' pure presa l'influenza.
Per tutto l'inverno m'aveva lasciato in pace.
Ora che arriva il caldo, ovviamente, ha deciso di stendermi.
Ma vafangùl.


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17/05/2009, alle 11:50 circa

Oggi è la mattinata delle ispirazioni altrui, decisamente. Leggo questo post di Cbicp e mi sento nettamente ispirata. Così tanto che, visto che sarei troppo pigra per scrivere un unico post con 25 canzoni che hanno segnato il passo nella mia vita, lo farò via via. Sound pills. Ora si vede che ne esce fuori.

Inoltre, la mia figliola spirituale s'interrogava sull'amore, quello con la A e la M maiuscole, quello senza una strinatura che è una, ineccepibile, in cui tutto si fonde alla perfezione. Leggendo lei, ci ho ritrovato un po' me stessa di qualche (ah, gli eufemismi!) annetto fa.
C'è stato un periodo della mia vita in cui l'amore immaginato era di gran lunga più soddisfacente e desiderabile di quello reale. Tutto quello che non potevo avere (per motivi vari: perché l'oggetto dei miei desideri non esisteva se non nella mia mente, perché era troppo più grande di me, perché aveva un volto famoso ma una personalità del tutto immaginaria...) segnava il passo, con mio grande rammarico. Se una cosa non esiste né può esistere, la sua assenza ti logora.
Ho passato tutta l'adolescenza (e oltre) a immaginare personaggi di quella che avrei voluto fosse la mia storia, molti dei quali erano compagni perfetti o comunque almeno degli ottimi complici di una grande tragedia d'amore. Per questo, quando ho scoperto il gioco di ruolo dal vivo, ci sono affogata dentro nel giro di poco, fra mille alterego e mille sogni. che almeno loro, le proiezioni di me stessa, trovassero quello che cercavano! Che almeno loro lo sapessero, quello che volevano!
Il gioco di ruolo in parte mi ha calmato. Ha permesso alla mia fantasia di non interferire più violentemente con la realtà. Buffo, eh? Dovrebbe essere il contrario. Ma sotto questo punto di vista è andata così.
Si potrebbe dire che finalmente ho ridimensionato la questione. Che non mi aspetto nulla, vivo le mie storie e basta, consapevole che possono finire e che dietro le rose ci sono quintalate di rovi. Che le cose possono essere eterne anche se finiscono. Poiché si cambia, ciò che abbiamo vissuto come fosse eterno non è detto lo rimanga; ma l'attimo in cui è stato vissuto come tale, rimane. Non si fa revisionismo su queste cose. E' stupido.
Però anche questa visione delle cose adesso sta subendo una solenne limatura. La sostanza non cambia, ma la superficie si trasforma.
A volte i sogni sono nettamente inferiori a quello che uno può effettivamente trovarsi davanti.


Sound pill #1

Quintorigo - La nonna di Frederick
Settembre 2004.
Nuova vita in nuova casa, pennelli che si muovono rapidi per dipingere di giallo le pareti, temperina che schizza ovunque, soprattutto dentro alle scarpe altrui. Una pagina nuova nuova della mia esistenza.


addendum: in serata ci dovrebbero essere aggiornamenti sul Galletto... Fuga!


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12/12/2007, alle 10:06 circa

Mentirei spudoratamente se dicessi che non ho un pensiero al mondo.

Non esiste requie.
Nemmeno di notte.
Anzi.


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