13/10/2009, alle 21:27 circa

Poiché io ambisco alla monotematicità ma non faccio apposta, mi lamenterei volentieri del mal di schiena.
Ma poiché mi so' rotta le palle di essere monotematica, farò finta che ESSO non esista.


La domanda del mercato ortofrutticolo che dimora da sempre nella mia testa stasera è:

"Perché stai scrivendo, brutta caprona? Che tanto non hai punta voglia?
La tua mente vuota e piena di mosche che si fermano sul collo (cit. - e voglio vedere chi la coglie) non produce nulla di sensato, di 'sti tempi. Sei in piena stasi creativa e, diciamocelo, quando stai bene non scrivi niente di utile né di vagamente sensato.
Te ne stai lì, come un'ebete, a fissare lo schermo, consapevole del fatto inoppugnabile che non hai niente da dire. Potresti dipingere, potresti suonare, potresti comporre... no, non dirmi che devi condividere questa stanza con il tu'babbo che guarda la partita, non attacca. O meglio, sì, va bene, ma allora fai qualcos'altro! Hai da cucire! Hai da creare! Sì, sì, lo so, ti viene meglio quando puoi mettere i cartoni animati in sottofondo, ma quanto sei diventata ficosa...
Insomma, quello che scrivi è insipido e incolore, buttati almeno su un bel racconto! Uno comprensibile! Non ci vorrai dire che ti mancano i personaggi e gli spunti, eh? No, manco quello.
O allora disegna! Dai! Piantala di star qui a tentare di produrre qualcosa!
Insomma, che ci fai qui a scrivere, ce lo spieghi?"


E' vero. Quando sto bene sono poco produttiva.
Ma questo non va bene. Non mi sento in pace con me stessa. Quindi fra un po' non starò più bene.
E' un cane che si morde la coda.
Uff.
Che palle convivere con un mercato ortofrutticolo in testa.



Fig. 1 - Dicesi una piccola parte del condominio

Altra notarella: l'Entroglifero è rinato!


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27/08/2009, alle 21:16 circa

Non sono granché su.
No, per nulla.

Mi sento irritata, ferita, stupida, delusa, delusa da me, incespicante.
Mi fa male la schiena.
Mi sento come se le cose non potessero andare bene.
Mi sento come se le cose non andassero bene davvero.
Vorrei raggomitolarmi sul letto a frignaccolare, ma non sarebbe la prima volta in meno di una settimana.
E poi sono stanca di stare male.

Sento che le cose intorno a me stanno cambiando, ma non sono sicura che vadano nella migliore direzione possibile.
Mi sento fragile, come se ogni cosa fosse una minaccia alla mia libertà e alla mia tranquillità.
Eppure, quando non ho nulla da fare, non ho nemeno voglia di coccolarmi, o di coltivare un hobby.
Mi sento spaesata.
Forse sento l'arrivo dell'autunno e del freddo, e mi sto rendendo conto che i mesi caldi non sono durati un cavolo. E che comunque la fibromialgia non se n'è stata tranquilla in un angolino.
Anzi.
Speriamo che quest'inverno non peggiori.
Sono tesa, tesa e sfiduciata.
Mi sembra che non arriverò mai dove vorrei arrivare. Non che io sappia dove, ma per alcune (poche) cose so cosa voglio. Ci tengo. Cose davvero importanti, cose determinanti. Cose che, a perderle, va in merda tutto il resto.

No, non va bene. Non ci siamo ancora.
Mi sto chiudendo in un piccolo guscio vetroso. Il mio mondo sta collassando verso se stesso.
E poi ci sono tante cose che mi fanno ancora un male cane, che mi sferzano l'anima, che a pensarci mi lacerano in profondità.

Stasera dovrei solo finire di cucire. Così non ci penserei. Ma non ho voglia.
Sì, chiudersi in bagno, a leggere e pensare.

O a fare le parole crociate.


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11/07/2009, alle 22:38 circa

E' vero, io non fumo come Cbicp, quindi i miei pensieri dovrebbero avere il buon gusto di limitarsi ad essere sparsi.
Ah, comunque i Galletti hanno scoccodato.


Pensée #1
Come ha detto qualcuno, la casa sta venendo su lentamente ma inesorabilmente. Forse non sono così lontana dal poterci finalmente abitare. Ma la cosa interessante è che finalmente mi guardo attorno e mi sento davvero a casa mia. Non sempre, ma spesso.
Intanto guardatevela. Io lo faccio, e a volte a malapena mi rendo conto di quanto è stato fatto, di quanto ancora c'è da fare, di quanto davvero voglio andarci a vivere. Ufficialmente da sola, per il momento. Ma spesso in buona compagnia.



Pensée #2
Oggi riascoltavo un cd di Elio e le Storie Tese che mi lasciò Ninna... saranno quattro anni, ormai. Lo ascoltavo e ripensavo a quanto sono diverse le nostre vite da allora. I cambiamenti della sua sono sotto gli occhi di tutti... io stessa li ho seguiti un po' via blog e un po' in modo più personale, ma fino a oggi non mi ero resa conto di quanta acqua è davvero passata sotto i ponti. E ne è passata, davvero.
Anche per me, che dopotutto ancor oggi conduco una vita molto simile a quella di allora. Che c'è di diverso, oggettivamente? Mi sono laureata, vado a stare da me e... beh, non molto altro. Faccio sempre lavori bizzarri e sporadici, cazzeggio molto, mi faccio sempre domande senza risposta, sono una donnina impegnata. Eppure l'acqua è passata anche per me. Perché, sì, è vero, in confronto a Ninna me ne sto ancora ad osservare l'argine del fiume modello pesca del Giunti (1). Però è la mia testa che ha viaggiato senza di me. E forse, rispetto qualche anno fa, effettivamente è arrivata da qualche parte. (chissà 'ndò, però)

Pensée #2bis
Sì, belli i cambiamenti, bella la maturità, bella la vita, etc... però mi manca  un po' quel cazzeggio universitario degli ultimi due anni a Casciano, quando Ninna telefonava all'Orso dal divano letto scassato di quella casa gialla, e la sera della Festa in Collina grazie a lei parlai per la prima e unica volta con Trizompa via cellulare (era a Parigi, poi?  Non ricordo....) e poi mangiammo spaghetti con le briciole a un'ora incerta della notte... Pensare che adesso lei ha una bimba quasi grande... Spero non se la prenda, ma quei ricordi legati a lei sono il mio metro tutto personale per rendermi conto del tempo che - maledizione o seddiovole - passa.
Ma passa, eh, mica seghine.

Pensée #3
Che poi, alla fine, cos'è svegliarsi bene la mattina?
Un oceano di azzurro che ti travolge anche quando il cielo non collabora.
Lo sto rivalutando davvero, l'azzurro.
A volte è così intenso che ti buca da parte a parte.
Ci credereste? Mi commuovo.
Lo guardo e non posso fare a meno di sorridere.

Pensée #4
Non si vive di solo miele.

Pensée #5
Ecco, ora inizio a sparare cose a caso. Sarà il caso di darci un taglio? Sarà il caso. Cose. Caso. Case.

Pensée #6
Era l'ora che il Testi si diplomasse!!!

Pensée #7
Ma tanto sapete che c'è? Martedì io e Frank (che ha pure scritto un post dopo sette mesi! Un parto prematuro!) carichiamo la vespa e andiamo al mare in tenda fino a giovedì. Se piove vaffanculo, ci andiamo lo stesso. O tò. Poi vi faccio ave' du' foto...

(1) Trattasi del celebre detto aretino (?) "è la pesca del Giunti: acqua fino ai coglioni e pesci punti".


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26/06/2009, alle 21:14 circa

E' strano.
A ripensarci, è strano.

Voglio dire, è dal 2003 che scrivo qui sul web. Dal 31 agosto, per la precisione. Non ricordo di aver mai avuto un momento di pace interiore. Qualcuno mi ha detto che non mi ha mai visto veramente tranquilla, che intorno a me c'è sempre un lieve cono d'ombra, che per un motivo o un altro ho lo sguardo sempre velato, o altrove.
E' vero, credo. Se penso a quanti pensieri insalubri ho riversato sulle pagine telematiche, ci deve essere qualcosa di vero. Sempre inquieta, sempre in guerra con qualcosa, nel 99% dei casi me stessa.
Adesso noto che le cose sono cambiate.
Sarà l'intervento della specialista, sarà la batosta passata che ridimensiona tutte le beghe, sarà la convivenza con la scimmia sulla spalla, sarà la consapevolezza di dividere qualcosa di bello con chi mi prende così come sono... fatto sta che sto bene.
Sto bene davvero.

Oh, grazie anche a voi.


Frallaltro... visto che in giro ci sono storie inquietanti di gente che si vede improvvisamente cancellare il blog da SplAinder, qualcuno mi può fare da tutor? Si può fare una copia dei post senza copia-incolla selvaggi? C'è un sistema per eveitare che il proprio materiale e i propri pensieri vengano fagocitati dal web? (Val, qualche idea?)


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17/05/2009, alle 11:50 circa

Oggi è la mattinata delle ispirazioni altrui, decisamente. Leggo questo post di Cbicp e mi sento nettamente ispirata. Così tanto che, visto che sarei troppo pigra per scrivere un unico post con 25 canzoni che hanno segnato il passo nella mia vita, lo farò via via. Sound pills. Ora si vede che ne esce fuori.

Inoltre, la mia figliola spirituale s'interrogava sull'amore, quello con la A e la M maiuscole, quello senza una strinatura che è una, ineccepibile, in cui tutto si fonde alla perfezione. Leggendo lei, ci ho ritrovato un po' me stessa di qualche (ah, gli eufemismi!) annetto fa.
C'è stato un periodo della mia vita in cui l'amore immaginato era di gran lunga più soddisfacente e desiderabile di quello reale. Tutto quello che non potevo avere (per motivi vari: perché l'oggetto dei miei desideri non esisteva se non nella mia mente, perché era troppo più grande di me, perché aveva un volto famoso ma una personalità del tutto immaginaria...) segnava il passo, con mio grande rammarico. Se una cosa non esiste né può esistere, la sua assenza ti logora.
Ho passato tutta l'adolescenza (e oltre) a immaginare personaggi di quella che avrei voluto fosse la mia storia, molti dei quali erano compagni perfetti o comunque almeno degli ottimi complici di una grande tragedia d'amore. Per questo, quando ho scoperto il gioco di ruolo dal vivo, ci sono affogata dentro nel giro di poco, fra mille alterego e mille sogni. che almeno loro, le proiezioni di me stessa, trovassero quello che cercavano! Che almeno loro lo sapessero, quello che volevano!
Il gioco di ruolo in parte mi ha calmato. Ha permesso alla mia fantasia di non interferire più violentemente con la realtà. Buffo, eh? Dovrebbe essere il contrario. Ma sotto questo punto di vista è andata così.
Si potrebbe dire che finalmente ho ridimensionato la questione. Che non mi aspetto nulla, vivo le mie storie e basta, consapevole che possono finire e che dietro le rose ci sono quintalate di rovi. Che le cose possono essere eterne anche se finiscono. Poiché si cambia, ciò che abbiamo vissuto come fosse eterno non è detto lo rimanga; ma l'attimo in cui è stato vissuto come tale, rimane. Non si fa revisionismo su queste cose. E' stupido.
Però anche questa visione delle cose adesso sta subendo una solenne limatura. La sostanza non cambia, ma la superficie si trasforma.
A volte i sogni sono nettamente inferiori a quello che uno può effettivamente trovarsi davanti.


Sound pill #1

Quintorigo - La nonna di Frederick
Settembre 2004.
Nuova vita in nuova casa, pennelli che si muovono rapidi per dipingere di giallo le pareti, temperina che schizza ovunque, soprattutto dentro alle scarpe altrui. Una pagina nuova nuova della mia esistenza.


addendum: in serata ci dovrebbero essere aggiornamenti sul Galletto... Fuga!


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