10/11/2009, alle 11:48 circa

Atto I - call me for selling stuff

- Sì, buongiorno, sono della SanP$&$&%/, mi ha dato il suo numero il Centro per l'Impiego per quel posto di consulente artistico.
- Ah sì, certo. (Bene, vuol dire che ho passato la preselezione per un lavoro di cui non ho assolutamente alcuna idea... così magari scopro cos'è...) Mi può dire che tipo di lavoro...
-
Eh, sì, gliel'ho detto, consulente artistico! Si ricorda, ha fatto la...
- (... preselezione, sì, geniaccia, ho capito, ma chevvor'dì? Bah, tagliamo corto.)
Ehm, sì, ricordo bene...
- Allora per le 17 le va bene? L'indirizzo è...
- Sì, certo. (Aspetta, che ha detto? San Paolo -cosa?)

Torno a casa, vado su internet, controllo. Allora è vero. Non posso fare a meno di sorridere sconcertata. La Saie San Paolo mi ha chiamato per un colloquio. A me.
Eh eh eh.

Vi dirò, dopo il colloquio con Alleanza Assicurazioni (anche se mi avessero richiamata probabilmente avrei svicolato), quasi sono tentata di prendere in considerazione l'idea di occuparmi della vendita di Bibbie d'arte. Consulente artistico. Che buffo significato la gente dà alle parole. Diffidate della parola "consulente", mi raccomando.

Atto II - me and my best friend

- Sei davvero una rompicoglioni, un'inquilina rompicoglioni di cui non posso liberarmi!
- Però sono simpatica, dai! Pensa se fossi una di quelle che piangono tutto il giorno o danno fuoco alle cose!
- No, non sei simpatica, ma si finisce per affezionarsi anche alle rompicoglioni come te. Potessi ti spedirei via a calci nel culo, ma poiché devi rimanere e non ti posso sloggiare, vediamo di trovare un accordo.
- Beh, sei tu che devi rispettare le mie regole, ciccia, sennò ti rassegni a fare a cazzotti coi dolori.
- Sì, ma non è che per causa tua devo smettere di fare TUTTE le cose che mi piacciono... poi sai che cerco sempre di coccolarti, di sti tempi.
- Ma sai anche che non è colpa mia se a volte devo martellarti...
- E nemmeno mia. Mica posso minacciare di morte il tempo atmosferico. Posso solo evitare di darti motivi per incazzarti.
- A volte non è abbastanza.
- Lo so, ma mica è colpa mia.
- Eh già, questo è vero. Oddio, ogni tanto te le cerchi.
- Sì, ma cerco di non lamentarmi troppo.
- Ma ti lamenti.
- Ogni tanto sì, fa bene bobare e uggiolare. Così mi sfogo un po' e tu non ti senti trascurata.
- Sei gentile.
- Anche te vedi di diventarlo. E ora andiamo a prenderci qualcosa di dolce, così stiamo meglio tutte e due.
- E i dieci chili che devi perdere?
- Con loro ci discuto quando ho finito con te.
- Ehhh.
- Non aggiungere altro.


Atto III - Looking for squashes

Oh, dieci chili che vi ostinate a rimanere su di me!
Non fate caso alla mia pigrizia atavica
né al livello di endorfina da tenere sempre alto!
Siate gentili, siate benevoli!
Lasciate lentamente questo corpo,
mondatelo dal rotolo di ciccia del girovita
e piallate il velo di grasso su braccia e gambe!
Dissolvetevi! Eclissatevi! Sparite magicamente!
Puff!


No, eh? E vabbeh, mi mangerò questa crema di zucche, fanculo, to'.

zuppa


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13/10/2009, alle 21:27 circa

Poiché io ambisco alla monotematicità ma non faccio apposta, mi lamenterei volentieri del mal di schiena.
Ma poiché mi so' rotta le palle di essere monotematica, farò finta che ESSO non esista.


La domanda del mercato ortofrutticolo che dimora da sempre nella mia testa stasera è:

"Perché stai scrivendo, brutta caprona? Che tanto non hai punta voglia?
La tua mente vuota e piena di mosche che si fermano sul collo (cit. - e voglio vedere chi la coglie) non produce nulla di sensato, di 'sti tempi. Sei in piena stasi creativa e, diciamocelo, quando stai bene non scrivi niente di utile né di vagamente sensato.
Te ne stai lì, come un'ebete, a fissare lo schermo, consapevole del fatto inoppugnabile che non hai niente da dire. Potresti dipingere, potresti suonare, potresti comporre... no, non dirmi che devi condividere questa stanza con il tu'babbo che guarda la partita, non attacca. O meglio, sì, va bene, ma allora fai qualcos'altro! Hai da cucire! Hai da creare! Sì, sì, lo so, ti viene meglio quando puoi mettere i cartoni animati in sottofondo, ma quanto sei diventata ficosa...
Insomma, quello che scrivi è insipido e incolore, buttati almeno su un bel racconto! Uno comprensibile! Non ci vorrai dire che ti mancano i personaggi e gli spunti, eh? No, manco quello.
O allora disegna! Dai! Piantala di star qui a tentare di produrre qualcosa!
Insomma, che ci fai qui a scrivere, ce lo spieghi?"


E' vero. Quando sto bene sono poco produttiva.
Ma questo non va bene. Non mi sento in pace con me stessa. Quindi fra un po' non starò più bene.
E' un cane che si morde la coda.
Uff.
Che palle convivere con un mercato ortofrutticolo in testa.



Fig. 1 - Dicesi una piccola parte del condominio

Altra notarella: l'Entroglifero è rinato!


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09/10/2009, alle 13:41 circa

Prima di tornare all'argomento principe di questo periodo (Londra) e della mia vita in generale (il cibo),  volevo fare una comunicazione mediamente importante.

Ormai, come sapete, mi consolo con pochi vizi.
Non fumo.      (Oddio, quando so' dimolto incazzata mi esce il fumo dalle orecchie, ma...)
Non mi drogo.     (Perché è risaputo che il gelato non dà assuefazione, giusto?)
Non bevo.    (Per essere precisi, bevo ma con estrema moderazione, tanto che mi godo di più quel poco che bevo)
Non mi accoppio selvaggiamente con chiunque.    (firulì firulà.)
Non bestem... ah, no, tanto quello non è un vizio.    (Non lo è, vero?)

Però è più forte di me.
Benché al momento le mie casse piangano miseria nera e ladra, non ho resistito.
Stamattina su ebay ho comprato QUESTO.

Sarà la compensazione della visita da Agent Provocateur?
Sono schiava di questa roba, non c'è ca$$i.
Sigh.
Disintossicatemi!


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22/09/2009, alle 20:46 circa

Come cantava Feyez in Né carne né pesce, anche io sono vittima di codesto angusto sentimento.
Sono eccitata per la partenza.
In paranoia per l'aereo.
Desiderosa che siano già le 3 del pomeriggio di domani.
Bisognosa di quelle poche ore di sonno che eviteranno che io gattoni per tutta la giornata di domani.

E, diciamocela tutta, in mano cagans perché vado a dormire da Frank.
Quasi quasi preferirei prendere l'aereo altre tre (no, via, due) volte.
Sono timida.
No, dai, seriamente. Sono timida.

And I'm lonely, yes I'm lonely, lonely like a pesce.

Insomma io vado, eh? Vado. Mi butto. Alé. Pè.


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18/09/2009, alle 00:59 circa

Checcazzmennefregammé
chemercoledìvadoaLondra!

Per la precisione, vado dalla Kirsty, pappappero.
E torno al Tate Modern, pappappero.
E rimangio il fish pie, pappappero.
E non vi porto niente perché sono solo col bagaglio a mano, pappappero.
Però immaginerò di portarvi tante cose, pappappero.
E poi vado anche all'Highgate Cemetery, pappappero.
E il Bota mi invidierà perché so' sicura che lui ci sbaverebbe per organizzarci un live, pappappero.
E poi vado nel localino mitico accanto a casa della Kirsty dove si vede tutta Londra e ci si siede al diaccio fitto sopra i seggiolini da moto, pappappero.
E poi tanto l'aereo casca perché soffro di claustrofobia, pappappero.


(Nooooo, non ci devi pensare a queste cose!!!! Eri partita bene! Ci penserai quando sarai sulla scaletta!!! Ora no!!! E la Settimana Enigmistica sarà con te!)

Ehhh, è dura conciliare le proprie fobie e la propria povertà con il desiderio di viaggiare...


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24/08/2009, alle 00:57 circa

Quando la notte sei insonne e angosciata, come me fra venerdì e sabato (e il perché lo tralascerò), puoi fare poche cose che ti facilitano lo sfangamento del tempo che non si decide a passare.
Una di queste è leggere, e fin qui nulla di strano.
Un bel libro, magari non eccessivamente complesso o che ti metta in agitazione.

Una cosa come questa, magari:


Ora, a parte il fatto non trascurabile che quest'uomo è un genio e io me ne sono resa conto senza capire perché appena ho iniziato a studiare jazz, si tratta di un bel libro. E di una bella vita. E di una bella biografia.
E dire che per quasi dieci anni sono andata avanti a lamentarmi che nessuno aveva scritto niente su questa persona così incredibile. Non sapevo che nel 2004 qualcuno mi aveva esaudita.
E comunque mi sa che ne girano in giro altre.
Ma questa è notevole.
E vi consiglio tutti i libri di Stefano Zenni della stessa collana.
Anche quell'uomo è un genio.






Ma i libri a volte sono traditori, e in mezzo ci trovi proprio qualcosa che alimenta la motivazione che ti tiene sveglia. Mi è capitato con Guida galattica per autostoppisti, libro tanto acclamato da tutti quanto temuto e tenuto a debita distanza da me. Non ricordo nemmeno di averlo finito. L'ho proprio rimosso, se ci ripenso ho i brividi. Ma insomma.
La cosa migliore è affidarsi ai Bartezzaghi (soprattutto Alessandro e Stefano, poiché il compianto Piero non è più fra noi). Essi possiedono tutte le risposte, e ti costringono a trovarle a tua volta.
Sì, le parole crociate di notte fanno miracoli.

Grazie, o tu, Settimana Enigmistica. Grazie a te e alle foto in copertina, che ritraggono personaggi notissimi e tuttavia irriconoscibili, non si sa perché, peggio delle fototessere per la patente. Grazie alle Risate a denti stretti e ai Non tutti sanno che... Grazie per la Susi, soprattutto, che conosce solo dei nerd paurosi con seri problemi di comunicazione. Grazie, no, sul serio. A parte l'ultimo cruciverba a schema libero (pag. 42) del succitato enigmista che non m'è mai rimasto così vuoto et pensoso et solitario. Manco quando avevo otto anni mi rimanevano vuoti così. Che vergogna.



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11/07/2009, alle 22:38 circa

E' vero, io non fumo come Cbicp, quindi i miei pensieri dovrebbero avere il buon gusto di limitarsi ad essere sparsi.
Ah, comunque i Galletti hanno scoccodato.


Pensée #1
Come ha detto qualcuno, la casa sta venendo su lentamente ma inesorabilmente. Forse non sono così lontana dal poterci finalmente abitare. Ma la cosa interessante è che finalmente mi guardo attorno e mi sento davvero a casa mia. Non sempre, ma spesso.
Intanto guardatevela. Io lo faccio, e a volte a malapena mi rendo conto di quanto è stato fatto, di quanto ancora c'è da fare, di quanto davvero voglio andarci a vivere. Ufficialmente da sola, per il momento. Ma spesso in buona compagnia.



Pensée #2
Oggi riascoltavo un cd di Elio e le Storie Tese che mi lasciò Ninna... saranno quattro anni, ormai. Lo ascoltavo e ripensavo a quanto sono diverse le nostre vite da allora. I cambiamenti della sua sono sotto gli occhi di tutti... io stessa li ho seguiti un po' via blog e un po' in modo più personale, ma fino a oggi non mi ero resa conto di quanta acqua è davvero passata sotto i ponti. E ne è passata, davvero.
Anche per me, che dopotutto ancor oggi conduco una vita molto simile a quella di allora. Che c'è di diverso, oggettivamente? Mi sono laureata, vado a stare da me e... beh, non molto altro. Faccio sempre lavori bizzarri e sporadici, cazzeggio molto, mi faccio sempre domande senza risposta, sono una donnina impegnata. Eppure l'acqua è passata anche per me. Perché, sì, è vero, in confronto a Ninna me ne sto ancora ad osservare l'argine del fiume modello pesca del Giunti (1). Però è la mia testa che ha viaggiato senza di me. E forse, rispetto qualche anno fa, effettivamente è arrivata da qualche parte. (chissà 'ndò, però)

Pensée #2bis
Sì, belli i cambiamenti, bella la maturità, bella la vita, etc... però mi manca  un po' quel cazzeggio universitario degli ultimi due anni a Casciano, quando Ninna telefonava all'Orso dal divano letto scassato di quella casa gialla, e la sera della Festa in Collina grazie a lei parlai per la prima e unica volta con Trizompa via cellulare (era a Parigi, poi?  Non ricordo....) e poi mangiammo spaghetti con le briciole a un'ora incerta della notte... Pensare che adesso lei ha una bimba quasi grande... Spero non se la prenda, ma quei ricordi legati a lei sono il mio metro tutto personale per rendermi conto del tempo che - maledizione o seddiovole - passa.
Ma passa, eh, mica seghine.

Pensée #3
Che poi, alla fine, cos'è svegliarsi bene la mattina?
Un oceano di azzurro che ti travolge anche quando il cielo non collabora.
Lo sto rivalutando davvero, l'azzurro.
A volte è così intenso che ti buca da parte a parte.
Ci credereste? Mi commuovo.
Lo guardo e non posso fare a meno di sorridere.

Pensée #4
Non si vive di solo miele.

Pensée #5
Ecco, ora inizio a sparare cose a caso. Sarà il caso di darci un taglio? Sarà il caso. Cose. Caso. Case.

Pensée #6
Era l'ora che il Testi si diplomasse!!!

Pensée #7
Ma tanto sapete che c'è? Martedì io e Frank (che ha pure scritto un post dopo sette mesi! Un parto prematuro!) carichiamo la vespa e andiamo al mare in tenda fino a giovedì. Se piove vaffanculo, ci andiamo lo stesso. O tò. Poi vi faccio ave' du' foto...

(1) Trattasi del celebre detto aretino (?) "è la pesca del Giunti: acqua fino ai coglioni e pesci punti".


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16/06/2009, alle 01:41 circa

Devo piantarla di fare quest'ora improponibile.
Oh, sì, lo so, un tempo arrivavo fresca come una rosa fino alle cinque del mattino, solo che poi rimanevo in stato semi-comatoso fino a nuovo ordine. E poi ero più giovane e forzuta, magari sei ore di sonno riuscivo a farmele bastare, anche se con fatica. Sono un animale da sonno, capitemi.
No, adesso devo farne duemila. Mi si potrebbe far notare che ormai, esaurito il capitolo THISFUCKINGTESI, che ha tenuto sui carboni ardenti ben due anni della mia miserrrrrima esistenza, non avrei più un ca$$o da fare.
Ma magari.
E tutte quelle incombenze che ho lasciato indietro per via della tesi, dove pensate che siano rimaste? E il sito dell'Arbia Big Band, che è una vita che dico di rimetterlo in sensto? E tutte quelle nuove quisquilie che continuano ad avvicendarsi riguardo a codesta casa lì, tipo l'infinita Saga Delle Mattonelle Inesistenti Del Bagno Visual, troppo lacrimosa per poter essere narrata a quest'ora? E la mi'mamma che fra un po' finisce la scuola (insegna alla materna, nda) e la mattina mi tirerà giù dal letto facendomi venire i sensi di colpa per qualsiasi cosa, e nel 76% (precisina, eh?) dei casi avrà pure ragione? E la mia stanza da riordinare (più o meno dal 2005...)? E i vestiti da cucire? e i pesci rossi che si nascondono sotto il vaso delle ninfee e non si vedon mai? E le chiavi di casa troppo corte per la porta? E la cappa della cucina senza tasselli? E il tubo della stufa troppo corto? E le persiane da scartare e ritrattare? E i lavori in ferro/acciaio/ghisa/alluminio/sonasegaio? e la tesina del Testi sulla licantropia? E le Beate Vergini da santificare ogni dì? E le passerelle di divinità da agghindare a suon di loquiela fashion? E...?
Ecco.

Ma tanto io giovedì se non piove chiappo la vespa e vado a vedere il saggio di danza del Muflone. A Pistoja. Pappappero. O tò.


Sound pill #2

Hiromi Uehara - Brain
Luglio-settembre 2004.
Cose che finiscono, un concerto inatteso a Umbria Jazz. Di nuovo cose che finiscono, e che presumibilmente non sono mai iniziate. La crudezza del prenderne coscienza. Coming back home.


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10/06/2009, alle 13:52 circa

Forse dovrei decidermi a crescere?
Mmmh. Forse.



p.s. Galletti che cantano a squarciagola.
p.p.s. E' sconcertante quanto poco mi venga da scrivere in questi giorni. Che indicibile inconcludenza.


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04/06/2009, alle 14:14 circa

(Splainder mi ha mangiato il post precedente. Io ho pigiato tasti a caso. Lo odio)

Questo è Genma Saotome al naturale... (il babbo di Ranma per chi non avesse studiato a sufficienza)



...questo invece è Genma Saotome accanto alla vasca della famosa casa. (1)



And now, spot the differences.


(1) Detta vasca attualmente ospita tre tritoni, di cui un maschio e due femmine (la famiglia si è divisa, évidemment), un vaso di ninfee, alcuni di elodea e un giacinto acquatioco che se ne va a spasso.
Sabato mattina seguiranno pesci rossi stermina larve di zanzare, sennò è un bordello.


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01/06/2009, alle 01:17 circa

Il sonno.

Che ci faccio sveglia dopo la giornata campale che è stata? No, dico, oggi abbiamo bonificato ettari di mobilio da cucina. Ho lavorato. Ho incontrato i miei cuggggini al rinfresco di una comunione, spettegolando per ore (cosa molto impegnativa, come tutti voi saprete per certo).
Mi sono pure stretta il pollice sinistro sul finestrone di quella casa là.
Casa 1 - Lypsak 0.
Eppure sono ancora sveglia.

"Sono in un circolo vizioso. Sono socio. So ciò."


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24/05/2009, alle 23:44 circa

Innanzitutto sento l'immenso bisogno di mostrarvi ciò:





Trattasi di uno scorcio azzardato del futuro bagno really visual della famosa casa. Premetto che quello che c'era prima l'abbiamo dovuto apocare perché le tubature erano marce. Esso si presenta come un vero e proprio accrocco di design e country style, ovvero un compromesso fra le mattonelle a finto mosaico e i ragni monumentali che lo abitano (e che continueranno a farlo till Death do us part) (ma come sono anglofona stasera?). Ancora manca il pavimento (scuro, quasi nero, in gres porcellanato - e chi sa cosa sia senza guardare su wikipedia vince mezzo litro di liquore all'anice verde) ed è da quattro mesi che lo attendiamo non più molto pazientemente... non abbiamo la flemma dei sanitari che son ancora lì che attendono pazientemente di venir montati (ditini su)... ma si farà. Si farà presto.

Ma procediamo spediti in questo tour turistico della futura casa Lypsak.




In codesto capolavoro della tecnica fotografica da cellulare possiamo ammirare un utente medio (Noctulio) in piena fase creativa. Era dai tempi della tinteggiatura delle pareti della casa al n°7 di via della Bandita a Casciano di Murlo che non imbiancavamo qualcosa insieme. Per l'occasione mi sono pure messa la stessa maglietta (bella forza, era devastata di colore dopo quell'esperienza, e la uso solo per lavorare in pizzeria o per imbiancare, appunto...) e lo stesso paio di calzoni corti verde militare (comodi, li porto da 10 anni...). Non è finita a sassate e a docce di colore come la volta precedente, ma sarà perché siamo ormai due ometti maturi e ligi al dovere (ma quando mai).
Sta di fatto che quello è un angolo della cucina (metratura incerta), esattamente ciò che ci sarà sotto l'acquaio, di cui si intuiscono gli attacchi. Le mattonelle, sempre visual abbestia, sono ancora un mio parto. Ero sotto trip quando le ho scelte? Può darsi. Ma guardarle mi servirà per rimanerci.

Andiamo avanti.





Chi ha fatto aprire al proprio padre (esperto artigiano edile) un'apertura di due metri e passa per unire due stanze chilometriche? Io. Sono claustrofobica. Com'era prima mi avrebbe ucciso, contando che il soffitto è di 2,30 m. Due stanze lugubri e poco illuminate non direttamente comunicanti fra loro. Adesso ho una sala da ballo, praticamente. Quello seduto sul futuro muro d'appoggio della stufa a legna (sempre visual abbestia), se si impegna molto, potrebbe diventare un ottimo ballerino. Ma chi può dirlo.

Ultima per chi batte.





Eccolo, il famoso camino. Senza più la piastra di ghisa dietro la quale secondo alcuni si trovavano:
  • il Graal
  • l'Arca Perduta
  • la Sindone
  • Godot
I testimoni testimoniano (...) che essa suona a vuoto. L'esperto (il mi'babbo) dice che si è solo staccato l'intonaco per il caldo. Malelingue (tutti) dicono che è perché ci sono state murate delle ossa dentro.
Io penso solo che mi limiterò a non disturbare niente e nessuno... nulla viddi... nulla seppi...

Insomma si va avanti... e il TOGLAM party è sempre più vicino... forse.


(# Addendum delle 0.11: scoccodano i Galletti...)


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