10/11/2009, alle 11:48 circa

Atto I - call me for selling stuff

- Sì, buongiorno, sono della SanP$&$&%/, mi ha dato il suo numero il Centro per l'Impiego per quel posto di consulente artistico.
- Ah sì, certo. (Bene, vuol dire che ho passato la preselezione per un lavoro di cui non ho assolutamente alcuna idea... così magari scopro cos'è...) Mi può dire che tipo di lavoro...
-
Eh, sì, gliel'ho detto, consulente artistico! Si ricorda, ha fatto la...
- (... preselezione, sì, geniaccia, ho capito, ma chevvor'dì? Bah, tagliamo corto.)
Ehm, sì, ricordo bene...
- Allora per le 17 le va bene? L'indirizzo è...
- Sì, certo. (Aspetta, che ha detto? San Paolo -cosa?)

Torno a casa, vado su internet, controllo. Allora è vero. Non posso fare a meno di sorridere sconcertata. La Saie San Paolo mi ha chiamato per un colloquio. A me.
Eh eh eh.

Vi dirò, dopo il colloquio con Alleanza Assicurazioni (anche se mi avessero richiamata probabilmente avrei svicolato), quasi sono tentata di prendere in considerazione l'idea di occuparmi della vendita di Bibbie d'arte. Consulente artistico. Che buffo significato la gente dà alle parole. Diffidate della parola "consulente", mi raccomando.

Atto II - me and my best friend

- Sei davvero una rompicoglioni, un'inquilina rompicoglioni di cui non posso liberarmi!
- Però sono simpatica, dai! Pensa se fossi una di quelle che piangono tutto il giorno o danno fuoco alle cose!
- No, non sei simpatica, ma si finisce per affezionarsi anche alle rompicoglioni come te. Potessi ti spedirei via a calci nel culo, ma poiché devi rimanere e non ti posso sloggiare, vediamo di trovare un accordo.
- Beh, sei tu che devi rispettare le mie regole, ciccia, sennò ti rassegni a fare a cazzotti coi dolori.
- Sì, ma non è che per causa tua devo smettere di fare TUTTE le cose che mi piacciono... poi sai che cerco sempre di coccolarti, di sti tempi.
- Ma sai anche che non è colpa mia se a volte devo martellarti...
- E nemmeno mia. Mica posso minacciare di morte il tempo atmosferico. Posso solo evitare di darti motivi per incazzarti.
- A volte non è abbastanza.
- Lo so, ma mica è colpa mia.
- Eh già, questo è vero. Oddio, ogni tanto te le cerchi.
- Sì, ma cerco di non lamentarmi troppo.
- Ma ti lamenti.
- Ogni tanto sì, fa bene bobare e uggiolare. Così mi sfogo un po' e tu non ti senti trascurata.
- Sei gentile.
- Anche te vedi di diventarlo. E ora andiamo a prenderci qualcosa di dolce, così stiamo meglio tutte e due.
- E i dieci chili che devi perdere?
- Con loro ci discuto quando ho finito con te.
- Ehhh.
- Non aggiungere altro.


Atto III - Looking for squashes

Oh, dieci chili che vi ostinate a rimanere su di me!
Non fate caso alla mia pigrizia atavica
né al livello di endorfina da tenere sempre alto!
Siate gentili, siate benevoli!
Lasciate lentamente questo corpo,
mondatelo dal rotolo di ciccia del girovita
e piallate il velo di grasso su braccia e gambe!
Dissolvetevi! Eclissatevi! Sparite magicamente!
Puff!


No, eh? E vabbeh, mi mangerò questa crema di zucche, fanculo, to'.

zuppa


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19/10/2009, alle 13:35 circa

Hyde Park, day #1.




Fosse per me, ripartirei ora, adesso, subito.
Per andare dove? Non importa.

Però anche rimanere qui, cercare un terzo lavoro, litigare pazientemente con idraulici e/o caldaisti, dannarsi con la fibromialgia e le temperature rigide, osservare il proprio già triste conto in banca assottigliarsi sempre di più e combattere contro il freddo a Montegiovi ha un suo fascino.

Non ho ben capito quale, in realtà.
Forse scriverò due righe sul Galletto.
E sull'Entroglifero, che c'ho da arredare casa.


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13/10/2009, alle 21:27 circa

Poiché io ambisco alla monotematicità ma non faccio apposta, mi lamenterei volentieri del mal di schiena.
Ma poiché mi so' rotta le palle di essere monotematica, farò finta che ESSO non esista.


La domanda del mercato ortofrutticolo che dimora da sempre nella mia testa stasera è:

"Perché stai scrivendo, brutta caprona? Che tanto non hai punta voglia?
La tua mente vuota e piena di mosche che si fermano sul collo (cit. - e voglio vedere chi la coglie) non produce nulla di sensato, di 'sti tempi. Sei in piena stasi creativa e, diciamocelo, quando stai bene non scrivi niente di utile né di vagamente sensato.
Te ne stai lì, come un'ebete, a fissare lo schermo, consapevole del fatto inoppugnabile che non hai niente da dire. Potresti dipingere, potresti suonare, potresti comporre... no, non dirmi che devi condividere questa stanza con il tu'babbo che guarda la partita, non attacca. O meglio, sì, va bene, ma allora fai qualcos'altro! Hai da cucire! Hai da creare! Sì, sì, lo so, ti viene meglio quando puoi mettere i cartoni animati in sottofondo, ma quanto sei diventata ficosa...
Insomma, quello che scrivi è insipido e incolore, buttati almeno su un bel racconto! Uno comprensibile! Non ci vorrai dire che ti mancano i personaggi e gli spunti, eh? No, manco quello.
O allora disegna! Dai! Piantala di star qui a tentare di produrre qualcosa!
Insomma, che ci fai qui a scrivere, ce lo spieghi?"


E' vero. Quando sto bene sono poco produttiva.
Ma questo non va bene. Non mi sento in pace con me stessa. Quindi fra un po' non starò più bene.
E' un cane che si morde la coda.
Uff.
Che palle convivere con un mercato ortofrutticolo in testa.



Fig. 1 - Dicesi una piccola parte del condominio

Altra notarella: l'Entroglifero è rinato!


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20/09/2009, alle 23:22 circa

Mi fa male 'sta ca$5o di schiena.

(Ah, no, giusto. Say it loud. Giusto, giusto.)

MI FA MALE 'STA CA$%O DI SCHIENA!!!!


Ovviamente a Londra non sarà né freddo né umido. No, anzi! Ci sarà, come di consueto, un bel sole caaaldo, un clima secco e gradevole e non mi stancherò affatto a girellare ovunque con gli occhioni ben spalancati. Starò benissimo. Non avrò un dolorino nemmeno a darmi le martellate sulle scapole. L'aereo non sarà in ritardo né cadrà e/o esploderà in volo, né succederanno cose orribili per le quali mi pentirò amaramente di essere partita.
Nulla di tutto questo.

CHIARO?

Bene, concluso l'intermezzo di ansia-da-dolori-pre-partenza, mi accingo ad andare a dormire. Mancano meno di tre giorni al treno per Pisa (ore 4.33 di mercoledì notte, evviva evviva).
Abbiamo anche compilato una lista sommaria di dove abbiamo intenzione di andare, grazie alle indicazioni di viaggi passati, di amici e della divina Wikipedia. Più o meno consta di:
  • Tate Modern (immancabile, lo adoro)
  • British Museum
  • National Gallery (quando ci sono stata con la scuola, più di 10 anni fa, i prof ci fecero rimanere dentro tipo un'ora, di cui venti minuti in libertà... da spararsi)
  • Victoria and Albert Museum
  • Natural History Museum
  • Chinatown
  • Covent Garden
  • Globe Theatre
  • Camden Town - Regent's Park
  • Baker Street & Craven Road (non possiamo certo evitarle... no? Sir Arthur e Sclavi non ce lo perdonerebbero mai)
  • Hyde Park
  • Kensington Gardens
  • Highgate Cemetery
  • Soho - Agent Provocateur (sarà che non vado nel negozio di lingerie più chic d'Europa?)
  • Forbidden Planet (sarà che non andiamo nel negozio di fumetti più enorme d'Europa?)
  • Quel locale che sa la Kirsty vicino casa sua (ve ne parlo dopo esserci andata!)
  • Quel palazzo pieno di pub davanti a Leicester Square (mi pare) che sa Stilgar
...Altre chicche da consigliarci?


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11/09/2009, alle 14:41 circa

Quando ci sono, è bene tenersi stretti, no? quindi, parliamone.

# 1 - IL CONCLAVE DEL REGNO ETERNO

Diciamo la verità: non mi aspettavo affatto che andasse così maledettamente bene. Non per essere distruttiva, ma semplicemente perché il mio morale personale era piuttosto sotto terra, perché con l'umidità di quei giorni mi aspettavo una tragedia, perché l'afflizione è una brutta bestia ed è difficile scrollarsela definitivamente di dosso.
E invece... INVECE!
Se come evento di gioco è stato notevole e denso, ma questo già me lo aspettavo, come evento dal lato umano è stato forse uno dei più incoraggianti e rilassanti che abbiamo mai organizzato. Non ci sono molte altre parole per esprimere il concetto tranne che sono stata davvero BENE. Ho tirato un sospiro di sollievo che mi ha ricambiato tutta l'aria dei polmoni, scacciando via quella vecchia e stantia.
Ahhhhh, spero solo che un tale stato di grazia duri in eterno. Vabbeh, in eterno no, ma facciamo almeno per un annetto, eh?

Ma sono rimasta anche stupita dal fatto che già l'anno scorso erano venute a giocare da noi alcune persone che avevano perso quasi del tutto la voglia di giocare di ruolo dal vivo per via di esperienzacce e così via... avere accanto quelle stesse persone ancora a distanza di un anno, e magari aver visto come nel tempo abbiano contribuito ad allargare la famiglia dei nostri giocatori non ha prezzo, credetemi. Per me vuol dire aver contribuito a creare e a tener vivo qualcosa di bello e di utile. E vuole anche dire aver trovato nuovi amici.
E un'altra cosa che non ha prezzo è ritrovare fra gli iscritti persone conosciute per caso anche sei anni fa, o persone conosciute sulle città virtuali e con cui poi è nata una profonda amicizia, e vedere tutta questa gente così diversa fra loro che gioca insieme, vive per quattro giorni quasi in simbiosi, si aiuta a vicenda e intanto si diverte. Si creano nuovi legami, si approfondiscono quelli già esistenti. Non son cose da poco.

Vi metto qua due foto che mi ha passato Miralys... a parte il ritratto dei coniugi più inquietanti della storia di Whanel (...), il gruppone che potete rimirare è tutta la fazione alemarita al (quasi) completo (e con un intruso, quel coso indefinito con le piume e la maschera). Belli e colorati da pg, grandiosi da persone vere.
cliccateli, ingranditeli, godeteveli. E non fate caso alle occhiaie.




# 2 - CODESTA CASA LA'

Procedono a pieno ritmo i maledetti lavori, eh! Potrei sprecare ore di parole, ma intanto vi mostro un paio di eloquentissime foto fresche fresche...

THE KITCHEN

Come potete vedere, ancora non ho le sedie, e non ho nemmeno le strisce di riparamento della porta e delle finestre (fidatevi, mancano ovunque), però ho un tavolo da 6-10 che verrà sfruttato spero più e più volte e il posto sta già prendendo una sua forma.
Questa credo sia la stanza che mi piace di più, per il momento, e quella dove spero di passare un sacco di tempo a fare stupidie futili esperimenti culinari per la gioia di tutti...



LA CAMERA PICCOLA

Sì, avete visto bene. E' un giallo pesca. Ed è vuota.
Il materasso è degli inquilini precedenti, lo scagffale era nella dispensa, e non si sa poi dove apparirà e scomparirà. NElla stanza c'è solo un'altra cosa, ovvero un omomorto (no, non è la vittima che tutti voi attendete da mesi! è l'appendiabiti maschile, come lo chiamate voi?). Il resto è tutto da fare. Forse domani ci porto su un pezzo del mio armadio. Forse anche il letto gemello del mio. Sicuramente ci dipingerò degli ideogrammi che scendono dallo stacco del colore sul soffitto. Anzi, se qualcuno di voi mi consiglia dove trovare qualche sito di shodo dove trovare idee e traduzioni dei kanji, gliene sarei immensamente grata... non li volevo buttare là a caso, dopotutto ho un passato da linguista! (pure?)

LA SALA GRANDE

Per il momento questa rappresenta ancora un mistero. Si tratta della stanza dove c'era l'ingresso una volta (adesso si entra dal piano terra, dalla cucina) quindi consta di un portone e un grande terrazzo. E di porte che vi si aprono su a caso.
Per il momento si limita ad essere il deposito di tutta la robaccia in attesa di essere sfollata o ridistribuita.
Ma necessita di molte idee per essere riorganizzata al meglio... e sarà MOLTO difficile...
Ma tanto verrà per ultima, quindi checcenefregannòi?

LA SALA

Anche qui niente strisce di riparamento alle finestre e le uniche cose che ci vedete dentro sono esattamente queste: il divano letto col copriletto psicopharma e il mobiletto componibile dell'Ikea multiuso e multifunzione. Sono in cerca di un carrellino per il lettore dvd + piccola televisione (senza antenna, io ODIO la televisione). Appena il mi'babbo può, ci porta il mio adorato Augusto (il pianoforte, no l'omo dell'Elena, nda).
Vuota, ma gialla, allegra e grande.
E con le parole crociate e i fumetti a portata.

LA CAMERA GRANDE

Ehh, qui i lavori sono in corso, come si evince. Infatti ora stacco qui e vado a dare una mano di Idrotix alle pareti. E poi giù di Cebotrend. Verde chiarissimo. Anzi, color tzatziki.
Perché in casa mia si ragiona tutto in termini di pappatoria.
Ho anche il letto, o meglio, la struttura. Che va trattata con la gommalacca, fra l'altro. Il resto va ovviamente comprato ad hoc.
Si vedrà di dare una forma a questa stanza prima della fine della settimana.
E vedremo come va.

Insomma, a parte la fibromialgia...
Considerato anche che mercoledì 23 parto per Londra...
E che lunedì vado a Siena per vedere di lavurà...

...direi che va meglio, no?


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09/09/2009, alle 13:59 circa

"...Infine, per i pazienti, documentarsi e partecipare insieme ai propri familiari agli eventi o meglio ancora unirsi per formare un'unica voce affinché anche in Italia la fibromialgia possa essere riconosciuta quale malattia sociale (anche se non si muore né tanto meno si rimane su di una sedia a rotelle) può far sì che quanti ne soffrono ritrovino quella fiducia che si perde nella peregrinazione da uno specialista e da un esame ad un altro."

Da http://www.sportmedicina.com/fibromialgia.htm

Ecco.
E' di nuovo settembre.
E' tornata, piuttosto accanita.

Volevo scrivere di tutt'altra cosa, ma credo che lei stia reclamando la mia attenzione. Tanto vale dargliela.
Mi stavo informando per un bel corso di pattinaggio qui ad Arezzo, perché devo tornare a fare sport, e mentre lo cercavo (senza successo) mi sono chiesta che tipo di attività sportiva facessero i miei compagni di sventura. Ho rimestato un po' sui forum specifici e ho scoperto che pochissimi fibromialgici riescono a fare sport, perché per non patire immensamente occorre tenesi in esercizio senza raggiungere il limite di affaticabilità del muscolo.

Beh, stai in campagna, fatti delle passeggiate, no?
Sì, certo. Adesso che non è freddissimo, posso anche farle.
Ma d'inverno? Quando fuori è freddo e umido insieme? Cammino un quarto d'ora per poi scontarla tutto il giorno?

Vi viene in mente una soluzione sensata?
A me ancora no.


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27/08/2009, alle 21:16 circa

Non sono granché su.
No, per nulla.

Mi sento irritata, ferita, stupida, delusa, delusa da me, incespicante.
Mi fa male la schiena.
Mi sento come se le cose non potessero andare bene.
Mi sento come se le cose non andassero bene davvero.
Vorrei raggomitolarmi sul letto a frignaccolare, ma non sarebbe la prima volta in meno di una settimana.
E poi sono stanca di stare male.

Sento che le cose intorno a me stanno cambiando, ma non sono sicura che vadano nella migliore direzione possibile.
Mi sento fragile, come se ogni cosa fosse una minaccia alla mia libertà e alla mia tranquillità.
Eppure, quando non ho nulla da fare, non ho nemeno voglia di coccolarmi, o di coltivare un hobby.
Mi sento spaesata.
Forse sento l'arrivo dell'autunno e del freddo, e mi sto rendendo conto che i mesi caldi non sono durati un cavolo. E che comunque la fibromialgia non se n'è stata tranquilla in un angolino.
Anzi.
Speriamo che quest'inverno non peggiori.
Sono tesa, tesa e sfiduciata.
Mi sembra che non arriverò mai dove vorrei arrivare. Non che io sappia dove, ma per alcune (poche) cose so cosa voglio. Ci tengo. Cose davvero importanti, cose determinanti. Cose che, a perderle, va in merda tutto il resto.

No, non va bene. Non ci siamo ancora.
Mi sto chiudendo in un piccolo guscio vetroso. Il mio mondo sta collassando verso se stesso.
E poi ci sono tante cose che mi fanno ancora un male cane, che mi sferzano l'anima, che a pensarci mi lacerano in profondità.

Stasera dovrei solo finire di cucire. Così non ci penserei. Ma non ho voglia.
Sì, chiudersi in bagno, a leggere e pensare.

O a fare le parole crociate.


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06/07/2009, alle 14:02 circa

La mia psicologa dice che il tempo atmosferico influenza solo per un 10% l'umore, e che se uno dice di "risentire del tempo" in realtà è nervoso per qualcos'altro.
Questa penso sia una delle poche cose con la quale non sono pienamente d'accordo con lei.
A lungo andare il tempo, il buiùme di una giornata senza sole, le cose che devi rimandare perché piove o potrebbe piovere ti logorano dentro. Ti fanno girare le scatole. E se a queste cose, che ci sono sempre state, ci aggiungo gli effetti meravigliosi della fibromialgia... fanculo, sono mesi che aspetto l'estate, quella calda, non umida, CALDA, col sole che ti secca la pelle, dove ovunque si frigna per la siccità (che magari nemmeno c'è, son le tubature che hanno 60 anni le responsabili, ma tralasciamo)... due mesi, ca$$o, oh voi divinità olimpioniche, me li vorrete concedere due mesi di caldo?
NO.

In compenso la diga di Montedoglio è piena.
No, niente caldo, cara la mia Lypsak. E se verrà il caldo, subito tutti si lamenteranno perché è caldo.
Ma porca miseria, è ESTATE, ma che vi aspettate? La neve?

Scusate, sono molto suscettibile.
Sarà anche per via di sabato e domenica. Cosa è successo, ve lo riassumo in breve.

Sabato
Ore 9.30: L inizia a prepararsi per cucinare tutto il giorno. Va a fare la spesa, si chiede se allora si deciderà di fare il live o no, ma intanto cucina perché non si sa mai.
Ore 15.00: si decide di tentare. L si sderena per cucinare.
Ore 16.30: L e N vanno a fare la seconda spesa, quella della roba deperibile da prendere solo nel caso in cui si faccia l'evento.
Ore 18.30: L va a lavorare e manda N a fare la terza spesa perché lo stufato potrebbe esser troppo poco.
Ore 21.30: L torna dal lavoro e si rimette a cucinare con N.
Ore 23.30: L va a letto distrutta dividendo il suo lettino con N, come tante volte han fatto a Siena.

Domenica

Ore 1.15: L va ad aprire a D, che quella notte sarà suo ospite al piano di sotto. Torna a letto.
Ore 1.20: N ha un attacco  d'asma. L non ha nemmeno la forza di confortarlo, non riesce ad articolare le parole perché continua a riaddormentarsi in una specie di incubo-dormiveglia.
Ore 4.04: B manda un sms a L lamentandosi perché piove e chiedendosi cosa fare. L a malapena si rende conto della cosa.
Ore 6.00: A manda un sms a L per sapere che fare. Piove, o forse no, o lì sì e lì no. L chiama S perché alle 6.30 deve prendere il treno da Bologna per avvertirlo di non salire. Altre telefonate. Troppe. Infinite. A tutti.
(nel frammentre) ore 6.30 (mi pare): N ha un altro attacco d'asma. L non sa più se mettersi a piangere o sterminare tutti i santi del paradiso.
Ore 7.15: dopo un'ultima telefonata a Firenze, L si rimette a dormire.
Ore 7.30: smette di piovere.
Ore 8.30: la mamma di L la sveglia per chiederle se davvero vogliono rimandare il live visto che c'è il sole. L bestemmia in settemila lingue e intima a D (che nel frattempo si è alzato, svegliato dal nubifragio) di ritornare a letto.
Ore 10.15: D va via e L si alza per salutarlo.
Ore 10.30: L ha appena ripreso sonno quando arriva A in moto sotto casa sua e lui e il babbo di L si mettono a chiacchierare amabilmente sotto la sua finestra aperta. L vorrebbe sclerare ma ha troppo sonno.
Ore 11.30: L capitola e lei e N si alzano, esausti.
Ore 13.00: L, N e la mamma di N si industriano per congelare tutto quanto cucinato il giorno prima.
Ore 15.00: finalmente, e sottolineo, FINALMENTE si rimette a piovere. Peccato che dove dovremmo aver fatto il live ancora il cielo è bello chiaro.
Ore 15.10: Straripa la Chiassa. A malapena raggiungiamo Montegiovi.

E per aggiungere un bel VAFFANCULO, il live per forza di cose viene rimandato al 18 luglio.
Io sono a lavorare a Siena Jazz e non posso andarci.

Poi c'è chi mi fa notare che questa settimana ho bestemmiato come mai in vita mia.
HE.


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29/06/2009, alle 15:48 circa

Giovedì: incontro Cbicp che mi porta una cosa bellissima e glammissima per quella casa là.
Eccolo, il nuovo bimbo di casa: dopo Mario Il Morto Sul Soffitto, ucciso dalla Nonna Di Frederick, su cui indagò il Commissario PoiRoti, vi presento Frederick, il Nipote della Nonna Di Frederick, detto amichevolmente Fred.

O spiegatemi secondo voi come è schiattato e come schiatterà in futuro.



Peraltro, come incontrai il suddetto Matematico del Glam? Perché EGLI suonava con la formazione più glam del secolo, ovvero l'Eric Cartman Jazz Duo. Loro.



E' stata un bella serata, a parte il fatto che ho corso un rischio incalcolabile. Ve ne parlerò appena posso sui Cantifradici. Son quelle cose che è meglio non dire ad alta voce. Quando poi uno rischia di versare del sangue, capite, meglio andarci piano.

Venerdì: divento ricca. Mi pagano il lavoro con la Peter Pan Orchestra al Siena Jazz. Peccato che siano soldi già ipotecati. Non sono già più ricca.

Sabato: e si imbianca, e si imbianca, e si verniciano termosifoni. E, la sera, ci si prepara per il live.

Domenica: si parte e si arriva a Civitella in Val di Chiana, dove non sappiamo che ci attende la Marcia della Pace. Un'ora e mezzo per raggiungere Cornia (un tragitto che avrebbe richiesto 10 minuti), accodati a molti sfavati camminatori. Sfavati loro, noi, tutti. Arrivati furibondi e in preda alla smania bestemmiatrice, una comitiva di apprendisti calciatori ci chiede se possono mettersi a giocare al pallone dove abbiamo allestito il campo. Altri moccoli, coloriti e pieni di brio, come divinità scalze su campi di chiodi o altre amenità.
Però intanto questo evento porta con sé due gnocchissime sbabbare (GaryGlitter and me) e un mostrone non indifferente... giudicate un po' voi...



Tutto sommato, quindi, son stati quattro bei giorni.

Però ha spioviscolato sempre, porca miseria. So' tutta rincriccata.


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08/05/2009, alle 14:59 circa

Ahhh, è primavera.
Finalmente un po' di caldo, un po' di solarìno che fa capolin fra le nuvole vezzose.
Finalmente un po' di svago, qualche passeggiata ritemprante, un po' di soave sguazzo alle Terme di Petriolo, per risollazzar le sorti della mia dear fibromyalgia. Ah, dolci momenti passati senza alcun pensiero a mollo nell'acqua bollente! Ah, canti d'augelli e grida di bambini festosi! Ah, cene amichevoli in buona compagnia!

E invece no, porco il clero.
Perché, a parte che il suddetto giorno in cui mi sono arrischiata alle terme ha cominciato a piovere, mi hanno rubato la borsa con dentro le cibarie, i vestiti e -cosa fondamentale- gli OCCHIALI. Da vista.
Ho capito anche chi è stato. Un paio di quaranta-cinquantenni di (ahimé - non lo dico per fomentar odio razziale, ma perché la loro favella apparteneva a quel ceppo linguistico) origine slava. Du' pidocchiosi maledetti, che altro motivo non avevano di attaccarsi alle borse di una delegazione di inermi studentelli (io non più, ma vabbeh) spiantati se non quella di essere degli stronzissimi pidocchiosi maledetti (appunto).
Spero si strozzino con i pomodori secchi e i du' etti di pane che han trovato dentro alla mia gloriosa borsaccia arancione, che fra l'altro da mesi mi chiedeva la pensione nonostante il mio accanimento terapeutico.

Morale della favola? La vostra già povera Lypsak, che continua a sgusciare da un ambulatorio all'altro, di 'sti tempi, collezionando fatture di eminenti specialisti che arpeggiano sul tema della fibromialgia & derivati, non solo ha aggiunto alla lista un conto di 90 euri dall'oculista, ma adesso spenderà 360 cartoni per un paio di occhiali nuovi et aeterni.

Unitevi dunque a me nelle esultanti grida di giubilo che mi sgorgano genuine dal cuore!!!

MA PORC$%& £$($)%&=$   £*#£"%!!!!!!!!!!!!


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