16/06/2009, alle 01:41 circa

Devo piantarla di fare quest'ora improponibile.
Oh, sì, lo so, un tempo arrivavo fresca come una rosa fino alle cinque del mattino, solo che poi rimanevo in stato semi-comatoso fino a nuovo ordine. E poi ero più giovane e forzuta, magari sei ore di sonno riuscivo a farmele bastare, anche se con fatica. Sono un animale da sonno, capitemi.
No, adesso devo farne duemila. Mi si potrebbe far notare che ormai, esaurito il capitolo THISFUCKINGTESI, che ha tenuto sui carboni ardenti ben due anni della mia miserrrrrima esistenza, non avrei più un ca$$o da fare.
Ma magari.
E tutte quelle incombenze che ho lasciato indietro per via della tesi, dove pensate che siano rimaste? E il sito dell'Arbia Big Band, che è una vita che dico di rimetterlo in sensto? E tutte quelle nuove quisquilie che continuano ad avvicendarsi riguardo a codesta casa lì, tipo l'infinita Saga Delle Mattonelle Inesistenti Del Bagno Visual, troppo lacrimosa per poter essere narrata a quest'ora? E la mi'mamma che fra un po' finisce la scuola (insegna alla materna, nda) e la mattina mi tirerà giù dal letto facendomi venire i sensi di colpa per qualsiasi cosa, e nel 76% (precisina, eh?) dei casi avrà pure ragione? E la mia stanza da riordinare (più o meno dal 2005...)? E i vestiti da cucire? e i pesci rossi che si nascondono sotto il vaso delle ninfee e non si vedon mai? E le chiavi di casa troppo corte per la porta? E la cappa della cucina senza tasselli? E il tubo della stufa troppo corto? E le persiane da scartare e ritrattare? E i lavori in ferro/acciaio/ghisa/alluminio/sonasegaio? e la tesina del Testi sulla licantropia? E le Beate Vergini da santificare ogni dì? E le passerelle di divinità da agghindare a suon di loquiela fashion? E...?
Ecco.

Ma tanto io giovedì se non piove chiappo la vespa e vado a vedere il saggio di danza del Muflone. A Pistoja. Pappappero. O tò.


Sound pill #2

Hiromi Uehara - Brain
Luglio-settembre 2004.
Cose che finiscono, un concerto inatteso a Umbria Jazz. Di nuovo cose che finiscono, e che presumibilmente non sono mai iniziate. La crudezza del prenderne coscienza. Coming back home.


"Maestra, è stato di nuovo Lypsak!"
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dicesi facezie, intermezzi, quella casa lĂ , sound pills

17/05/2009, alle 11:50 circa

Oggi è la mattinata delle ispirazioni altrui, decisamente. Leggo questo post di Cbicp e mi sento nettamente ispirata. Così tanto che, visto che sarei troppo pigra per scrivere un unico post con 25 canzoni che hanno segnato il passo nella mia vita, lo farò via via. Sound pills. Ora si vede che ne esce fuori.

Inoltre, la mia figliola spirituale s'interrogava sull'amore, quello con la A e la M maiuscole, quello senza una strinatura che è una, ineccepibile, in cui tutto si fonde alla perfezione. Leggendo lei, ci ho ritrovato un po' me stessa di qualche (ah, gli eufemismi!) annetto fa.
C'è stato un periodo della mia vita in cui l'amore immaginato era di gran lunga più soddisfacente e desiderabile di quello reale. Tutto quello che non potevo avere (per motivi vari: perché l'oggetto dei miei desideri non esisteva se non nella mia mente, perché era troppo più grande di me, perché aveva un volto famoso ma una personalità del tutto immaginaria...) segnava il passo, con mio grande rammarico. Se una cosa non esiste né può esistere, la sua assenza ti logora.
Ho passato tutta l'adolescenza (e oltre) a immaginare personaggi di quella che avrei voluto fosse la mia storia, molti dei quali erano compagni perfetti o comunque almeno degli ottimi complici di una grande tragedia d'amore. Per questo, quando ho scoperto il gioco di ruolo dal vivo, ci sono affogata dentro nel giro di poco, fra mille alterego e mille sogni. che almeno loro, le proiezioni di me stessa, trovassero quello che cercavano! Che almeno loro lo sapessero, quello che volevano!
Il gioco di ruolo in parte mi ha calmato. Ha permesso alla mia fantasia di non interferire più violentemente con la realtà. Buffo, eh? Dovrebbe essere il contrario. Ma sotto questo punto di vista è andata così.
Si potrebbe dire che finalmente ho ridimensionato la questione. Che non mi aspetto nulla, vivo le mie storie e basta, consapevole che possono finire e che dietro le rose ci sono quintalate di rovi. Che le cose possono essere eterne anche se finiscono. Poiché si cambia, ciò che abbiamo vissuto come fosse eterno non è detto lo rimanga; ma l'attimo in cui è stato vissuto come tale, rimane. Non si fa revisionismo su queste cose. E' stupido.
Però anche questa visione delle cose adesso sta subendo una solenne limatura. La sostanza non cambia, ma la superficie si trasforma.
A volte i sogni sono nettamente inferiori a quello che uno può effettivamente trovarsi davanti.


Sound pill #1

Quintorigo - La nonna di Frederick
Settembre 2004.
Nuova vita in nuova casa, pennelli che si muovono rapidi per dipingere di giallo le pareti, temperina che schizza ovunque, soprattutto dentro alle scarpe altrui. Una pagina nuova nuova della mia esistenza.


addendum: in serata ci dovrebbero essere aggiornamenti sul Galletto... Fuga!


"Maestra, è stato di nuovo Lypsak!"
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dicesi apocalcryptica, ch-ch-changes, deep from inside, sound pills